Medico Chirurgo

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Che cos’è la visita ginecologica?


La visita ginecologica è un elemento fondamentale nella vita di tutte le donne. E’ una visita che non si fa soltanto in presenza di disturbi, ma anche per eseguire controlli periodici della propria salute riproduttiva e generale almeno una volta all’anno.

Alla visita ginecologica è possibile andare sole o con una persona di fiducia: è importante essere a proprio agio e potere esprimere liberamente dubbi, paure e difficoltà. Se la presenza del partner o di un’amica possono rendere più confortevole la visita, è possibile assistere al colloquio. Solitamente è invece preferibile che l’esame e l’ecograifa vengano eseguite senza accompagnatori, fatta eccezione per le pazienti minori accompagnate dal genitore.

Il ginecologo dovrebbe essere uno specialista di fiducia, che conosce la donna e la accompagna in tutte le fasi della vita. A volte le figlie vanno dal ginecologo della madre, altre volte preferiscono seguire il consiglio di un’amica. Non ha importanza se il ginecologo sia uomo o donna, l’importante è che la donna si senta a proprio agio ed entri in confidenza con il proprio ginecologo, pur sempre mantenendo un rapporto professionale, di rispetto e di fiducia tra medico e paziente.

La visita ginecologica si compone di tre parti: il colloquio di accoglienza, l’esame clinico e l’ecografia.

Il colloquio rappresenta l’accoglienza della paziente nello studio del medico: se si tratta del primo incontro, il ginecologo farà delle domande alla paziente per conoscere la sua storia clinica e le sue condizioni di salute presenti e passate, se ha subito interventi chirurgici, se ha mai avuto problemi ginecologici e se ha avuto gravidanze. Poi il ginecologo domanderà alla donna il motivo della visita, per capire se la paziente debba fare un controllo periodico di prevenzione oppure se abbia dei disturbi oppure se sia in stato di gravidanza. Se invece non è la prima volta che ginecologo e paziente si incontrano, verrà fatto un riepilogo della situazione al momento dell’ultima visita e verrà valutato l’esito di eventuali terapie prescritte oppure verranno controllati gli esami o gli accertamenti prescritti.

L’esame clinico prevede la visita ginecologica: la paziente viene invitata ad accomodarsi in un angolo dello studio medico dove può appoggiare pantaloni e mutandine e si accomoda sul lettino ginecologico. Il lettino permette di sdraiarsi a pancia in su ed è provvisto di due supporti per le gambe che consentono alla paziente di tenerle aperte e sollevate per consentire al medico di eseguire la visita. Dopo aver indossato i guanti, il ginecologo si siede di fronte alla paziente e illumina la regione genitale con una lampada. Osserva, senza toccare, la vulva per vedere se ci sono segni di infiammazione o se ci sono secrezioni anomale. Poi il ginecologo procede alla palpazione esterna dei genitali e, con il consenso della donna che abbia già avuto rapporti sessuali e quindi non più vergine, delicatamente introduce un dito in vagina fino a toccare il collo dell’utero : questo serve per valutare se la paziente abbia dolore in qualche punto, se gli organi interni siano regolarmente mobili e se ci siano secrezioni anomale. Normalmente questo passaggio non è affatto doloroso e se la donna rimane rilassata non si accorge di nulla. Il ginecologo può poi posare l’altra mano sull’addome della paziente e schiacciare leggermente per palpare l’utero dall’esterno e dall’interno contemporaneamente, così da capirne le dimensioni e la consistenza. Il ginecologo quindi toglie il dito dalla vagna e dalla pancia della paziente. A questo punto può decidere di eseguire il controllo con lo speculum: lo speculum è un divaricatore di plastica monouso molto sottile che viene inserito in vagina e serve per guardare il collo dell’utero e per fare il pap test. E’ un controllo che non provoca dolore ma si può usare solo nelle donne che abbiano già avuto il primo rapporto sessuale perchè comporta l’inserimento dello strumento in vagina e quindi non può essere usato se la paziente è vergine. Con questo esame si conclude l’esame clinico.

L’ecografia serve per la valutazione dell’utero e delle ovaie che essendo all’interno dell’addome non possono essere valutati direttamente come la vulvaa, la vagina e il collo dell’utero. L’ecografia ginecologica viene normalmente eseguita per via transvaginale, cioè con l’utilizzo di una sonda ecografica lunga e sottile che viene introdotta dentro la vagina e permette una visione ottimale di utero e ovaie. Se la paziente è vergine o non acconsente all’ecografia interna, può essere anche eseguita un’ecografia con sonda addominale posta sul basso ventre.L’ecografia ginecologica non è normalmente dolorosa, nè se eseguita internamente nè esternamente.

In gravidanza si eseguono sia l’ecografia interna che quella esterna e nessuna delle due comporta dei rischi per il feto.

A conclusione dell’ecografia la visita ginecologica è finita e la paziente si potrà rivestire. Quindi il ginecologo le spiegherà l’esito della visita e preparerà il referto da rilasciare alla paziente, con la descrizione dei controlli eseguiti e del risultato ottenuto. Se necessario prescriverà degli esami di controllo oppure prescriverà delle terapie e nel caso sia stato eseguito il pap test ricorderà alla donna di ritirare l’esito dell’esame citologico. Verrà concordata la data del prossimo controllo e quindi la paziente verrà congedata.

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